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Non serve più consumare per essere traditori (e traditrici)

Non serve più consumare per essere traditori (e traditrici)

Ebbene non serve più scoprire l’amante dentro l’armadio per poter avere ragione davanti al giudice, bensì è sufficiente un click.

A fare da apripista per le cosiddette corna digitali sono stati la Cassazione e il Tribunale di Reggio Calabria: la prima ha ritenuto sufficiente per la condanna del presunto fedifrago, le indicazioni che lo stesso ha messo sul suo profilo Facebook, ovvero single e mi piacciono le donne (che a dirla tutta, se per la prima indicazione l'uomo, impegnato, ha mentito, per la seconda non avrebbe detto nulla di male!).

La Suprema Corte ha invece addebitato la separazione, con annesso mantenimento per un migliaio di euro al mese, al pensionato che è risultato colpevole di essersi iscritto niente meno che a un sito di incontri (come dimostrato dalle ricevute di pagamento per l'iscrizione al sito).

Se entrambi gli uomini abbiano o meno consumato il tradimento non è importante: è bastata di fatto l’intenzionalità.

Decisioni che faranno sicuramente discutere, soprattutto considerando che non esiste uno straccio di prova di un eventuale rapporto sessuale.

È il caso di dire che sono stati fatti, in entrambi i casi, dei processi alle intenzioni.

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