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Protestano le lavoratrici del sesso olandesi

«Vogliamo tornare a lavorare come gli altri!»

Protestano le lavoratrici del sesso olandesi

Le lavoratrici del sesso olandesi, istituzione che raggruppa tutte le cosiddette sex workers (le più famose sono quelle del quartiere a luci rosse di Amsterdam), hanno protestato ieri fuori dal Parlamento a L’Aja con i loro simbolici ombrelli rossi, per chiedere l’autorizzazione a riaprire le attività alla stregua di parrucchieri, estetiste e massaggiatori.

Le professioni di contatto infatti avrebbero avuto il via libera per riaprire già da questa settimana in tutto il Paese, ma non le prostitute, che avrebbero chiesto il perché di questa esclusione, visto che come gli altri pagano affitti e tasse.

Insieme a loro ci sono anche le proteste dei ristoratori, anch’essi chiusi da dicembre insieme ai titolari di bar e caffè.

La motivazione, nello specifico, del mancato allentamento per la categoria delle lavoratrici del sesso, a detta del premier, starebbe nella particolare natura del loro lavoro, che comporta contatti molto stretti; a nulla sono valse le obiezioni della portavoce dell'istituzione, che avrebbe sottolineato la puntuale adozione da parte di tutte di un protocollo di igiene molto rigoroso.

E le luci del quartiere hot di Amsterdam rimangono spente.

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