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Il consumo di alcol aumenta del 250%

Impennata in periodo di lockdown degli approvvigionamenti di alcolici

Il consumo di alcol aumenta del 250%

A dirlo è l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità che ha diffuso i nuovi dati relativi al consumo di alcol durante la pandemia, regione per regione; gli acquisti di alcolici effettuati on line sono cresciuti tra il 181 e il 250% nel 2020, complice il lockdown, la chiusura degli esercizi pubblici e un sentimento diffuso di sconforto che ha portato molte persone che prima bevevano saltuariamente, a modificare il proprio stile di vita.

Il rapporto dell’ISS evidenzia anche che sono nati nuovi canali alternativi di vendita e di home delivery, meno controllati riguardo all’acquisto da parte di minori, e che hanno inciso in maniera preoccupante sulla fascia di età tra gli 11 e i 25 anni: 830.000 giovanissimi rientrerebbero nei cosiddetti bringe drinker, ovvero coloro che fanno vere e proprie abbuffate di alcolici diversi, bevendo 5 o più bevande in un breve lasso di tempo, tanto da ubriacarsi immediatamente, perdendo il controllo (e spesso anche i sensi).

In aumento anche la fascia di anziani che bevono e quella delle donne di tutte le età: la tensione dell’isolamento, la perdita del lavoro o le mensilità non percepite, i disagi relazionali e in molti casi la noia, hanno cambiato letteralmente in peggio il modo di bere degli italiani.

L’ISS sottolinea come già in pre emergenza da pandemia, l’alcol fosse tra i più subdoli fattori di rischio e di malattia per quasi 8 milioni e mezzo di consumatori, tra cui 2 milioni e 700mila anziani, più di 4 milioni di bringe drinker e 600.000 consumatori diagnosticati dipendenti da alcol.

E se nel 2020 questo quadro è peggiorato, è il caso di mettersi davvero le mani nei capelli.

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