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Successo per le stanze della demolizione

Successo per le stanze della demolizione

Esauriti? Stressati? Arrabbiati?

In Olanda, con il preciso scopo di sollevare gli animi dopo pandemia, lockdown e rialzo dei contagi con ritorno alle mascherine, si è pensato di aprire le cosiddette stanze della demolizione.

Alcuni imprenditori, trovando un modo come un altro per capitalizzare malessere e disagio popolare, si sono organizzati per aprire e gestire luoghi all’interno dei quali i clienti possono lanciare oggetti contro i muri, frantumare suppellettili con martelli e asce, dando libero sfogo a tutta la frustrazione e allo stress accumulati.

L’idea in realtà arriva dal Giappone e dagli Stati Uniti, dove nel 2016 le stanze della rabbia avevano avuto un discreto successo, e come spiega Sandor van Den Brand, proprietario di Dagje uit Breda, uno dei locali dove si può distruggere tutto, attualmente ci sono circa 90 prenotazioni al giorno.

Le persone dopo essersi sfogate si sentono meglio, ammette un altro proprietario di stanze della demolizione, e tutte hanno un motivo valido per sfogare la rabbia.

Non è dello stesso avviso Arie Dijkstra, professore di psicologia sociale all’università di Groningen, che ha dichiarato che distruggere tutto non aiuta affatto e che le emozioni come la rabbia e l’impotenza vanno affrontate con un esperto.

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