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Una bella sgridata ma con criterio

Una bella sgridata ma con criterio

C’è chi alza la voce, chi schiocca le dita, chi dice un severo NO, chi percuote un giornale sul palmo della mano rumorosamente e chi invece ricorre alle maniere dure, con uno scapaccione (o peggio).

Quando il cane esagera, sbaglia o non ubbidisce, è corretto riportarlo all’ordine e punirlo per evitare che si ripetano certi comportamenti, ma attenzione: spesso si corre il rischio di esagerare e di provocare l’effetto esattamente contrario.

Intanto il cane è bene sgridarlo nel momento in cui sbaglia: è perfettamente inutile confondergli le idee quando quell’istante è passato e lui, ovviamente, ha già dimenticato tutto.

Insomma, coglierlo in flagranza è la cosa migliore per impartire un insegnamento, sgridare o punire cose fatte ore prima è ridicolo e provoca ansia e insicurezza nel peloso.

Altrettanto controproducente è esagerare con il rimprovero: basta un semplice NO per mostrare il vostro disappunto e lui capirà.

Spesso si assistono a spiacevoli scene in cui un umano reagisce in modo esageratamente aggressivo con il proprio peloso, alzando smisuratamente la voce e sottoponendolo a filippiche inutili e che difficilmente coglierà: il cane è molto più diretto e semplice di un umano, il NO è NO, non occorre fare la ramanzina!

Un vero e proprio comportamento errato e del tutto controproducente è inoltre quello che pretende di disabituare il cucciolo a fare i propri bisogni in casa, immergendo il muso del malcapitato negli stessi: questa è una vecchia, antiquata pratica priva di senso che non porta a nulla.

Piuttosto, siete certi che il problema non siate voi, con la vostra fretta che impari a menadito come ci si comporta bene? I cani, ricordatelo, richiedono pazienza, tempo, devozione e impegno. Se non avete tutte queste caratteristiche, compratevi un peluche.

E se a fare cacca e pipì in casa è un cane adulto, anche in questo caso ponetevi delle domande: lo state trascurando? State evitando di portarlo a spasso troppo frequentemente?

Ma ancora peggiore di una sgridata priva di senso o esagerata, è l’assoluta mancanza di regole.

Un cane, per essere felice, ha bisogno di regole e abitudini, elementi che costituiscono per lui la sicurezza: lui deve potersi sentire tranquillo sapendo che alla tal ora si mangia, si esce per la passeggiata, si gioca, si dorme o si prendono le coccole.

Un cane senza regole è un cane senza capo branco e, da buon gregario, si sentirà fuori posto, spiazzato, obbligato a prendere iniziative per le quali, con ogni probabilità, verrà poi punito.

Un cane non è un passatempo, nemmeno un gioco: è una straordinaria esperienza da vivere con responsabilità e consapevolezza.

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