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Facciamoci le unghie!

Facciamoci le unghie!

Argomento spinoso sia per umani che per quadrupedi: le unghie!

Noi umani ce ne dimentichiamo fino a che non troviamo autografi su divani e mobili o addirittura su noi stessi, mentre i quadrupedi vivono la seduta di zampicure con autentico terrore.

Perché non ci sono tiragraffi che tengano o corse nei prati che bastino, per esimerci dall’affrontare il taglio delle unghie che, ovviamente, deve essere eseguito alla perfezione.

Ma affrontiamo la questione per singolo quadrupede.

Il gatto, ad esempio, pare essere il più restio: sbuffi, morsi, balzi, fughe, urla raccapriccianti e occhi sbarrati sono i segnali più evidenti ed eclatanti del suo mal apprezzare questa pratica.

Se il gatto che normalmente ha una vita anche in giardino a contatto con terra e alberi può ritenersi escluso o quasi dalle sedute di zampicure, quello di appartamento ahimé, periodicamente, deve affidarsi al taglio e alla limatura delle unghie, operazioni svolte in genere dal toelettatore (per sua sfortuna!) oppure dal proprio umano.

In effetti un gatto sarà meno traumatizzato se accudito da chi conosce bene, purché questi sappia il fatto suo: attrezzatura bene affilata e pulita (nei negozi si trovano apposite forbicine), tanta comprensione e soprattutto una perfetta conoscenza di come le unghie vanno tagliate.

A tal proposito si ricorda che, a differenza del cane, il gatto ha le unghie retrattili, quindi occorre premere delicatamente sui polpastrelli per riportarle alla luce; da questo momento in poi è necessario essere velocissimi, individuare la parte bianca (ovvero quella non irrorata), praticare un taglio netto e procedere alla prossima.

Se si è in due è meglio, visto che uno può tenere saldamente il micio che potrebbe manifestare comportamenti da esorcismo, mentre l’altro può dedicarsi al taglio con maggior attenzione.

Per il cane fortunatamente è un po’ più semplice: intanto è meno irritabile del gatto (in genere), le sue unghie non sono retrattili ma sono lì, belle belle, alla luce del sole, in genere sono solo le unghie delle zampe anteriori a dover essere pareggiate e, cosa da non tralasciare, il cane può essere maggiormente convinto ad affidarsi alle cure del caso con premietti di ogni sorta.

Il difficile semmai è proprio nella tecnica: le unghie del cane sono ovviamente più dure, meno trasparenti e quindi è difficile individuare la parte irrorata e quella non, e richiedono più attenzioni, visto che raramente vedrete un peloso canino farsi le unghie sul tiragraffi!

Va da sé che il cane che vive all’aria aperta e ha a disposizione un giardino dove scorrazzare, ha meno necessità di zampicure di uno che vive in appartamento, tanto che generalmente per il primo si lascia che la limatura avvenga naturalmente.

In ogni caso abituare il cane fin da cucciolo a farsi tagliare le unghie ci risparmierà fatica e denaro in futuro, l’importante è premiarlo sempre e associare cose positive all’operazione.

Riguardo alla tecnica il consiglio di base è quello di operare tagli minimi, senza esagerare, in modo da eliminare le punte che possono dare fastidio e cercando di non intaccare la parte irrorata praticando tagli non troppo verticali (qualora dovesse capitare non disperate: disinfettate accuratamente, attendete che cessi di sanguinare e tutto si sistema nel giro di pochi giorni).

Se poi appartenete alla (sciagurata) schiera di coloro che pure mettono lo smalto ai propri pelosi, accomodatevi pure, ma prima vi prego riflettete sull’assurdità della cosa che, insieme all’eradicazione totale delle unghie dei felini per evitare storie, rientra a tutti gli effetti nella follia tipica dell’essere umano.

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