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Quando il cane è un gran chiacchierone

Quando il cane è un gran chiacchierone

Cosa fare se il cane chiacchiera… ehm abbaia troppo e a lungo?

Ebbene sì, esistono cani che usano abbaio, ululato e guaito anche solo per pensare e rendono la vita dei proprio (e altrui ) umani, un vero inferno.

Stiamo parlando di quei soggetti che al ronzio di una mosca attaccano qualcosa come 40 minuti di abbaiata, che al passaggio di un aereo un po’ troppo basso si lanciano in discorsi interminabili e dai toni non proprio amichevoli, insomma quei pelosi che, per svariati motivi, e a volte anche senza un’apparente ragione, ci frantumano i timpani e mettono a serio rischio la nostra pazienza.

Per un cane abbaiare è assolutamente normale, un po’ come per l’umano parlare; quello che non è normale è la frequenza con cui si manifesta questo comportamento.

Un conto è l’abbaio che segnala un intruso o una situazione anomala (e guai se non lo facesse) o il guaito per dirci quanto è emozionato e contento di vederci o quanta fame ha, un conto è l’interminabile latrato modello lupo della steppa.

Ma perché il cane si mette ad abbaiare così tanto e a lungo?

I motivi possono essere molteplici, mica può raccontarceli ogni volta, ma generalmente il cane che abbia frequentemente è un soggetto annoiato, che ha bisogno di movimentare la sua routine richiamando attenzione o semplicemente esprimendo tutto il suo dissenso.

E indovinate di chi è la colpa di questa situazione e del suo ripetersi?

Esatto: l’umano.

Il vostro cane abbaia eccessivamente? Iniziate a farvi qualche domanda: lo fate giocare a sufficienza? lo addestrate con regole che ripetete ogni giorno per mantenere alta la sua attenzione? Passate del tempo con lui facendo cose, come una passeggiata o una corsa in un prato?

Ecco, se a queste domande avete risposto no, sicuramente ne troveremo una a cui risponderete sì: quando era piccolo, o comunque quando piange, lo avete mai preso in braccio e consolato?

Eccovi qui: avete semplicemente rinforzato il suo piangere e abbaiare.

Ma ancora: uscite alla mattina di casa salutandolo con ogni moina e il bisogno morboso della vostra presenza.

Sforzatevi di prendere a esempio un branco: avete mai visto un cucciolo che piange coccolato dalla mamma? Mai, ve lo diciamo noi. La mamma si limita a ignorarlo e a intervenire per giustizia, vale a dire se è l’ora della poppata. E quando un soggetto di un branco vi fa ritorno dopo una breve assenza, avete mai visto comportamenti tipo salti abbai, ululati, mugolii? No, al limite i pelosi si annusano, scodinzolano ed è morta lì.

Bisogna sempre fare molta attenzione al nostro comportamento di interazione con il peloso: per toglierci un disturbo (l’abbaio, il pianto, la distruzione di oggetti in casa, la pipì sul tappeto), l’umano tende a premiare.

Ti senti solo? Amore vieni qui che quando torno e ti sento piangere ti stringo forte forte… Piccolino piangi tanto perché non andiamo a giocare? Hai ragione, intanto vieni qui che ti dò subito un biscottino. E via all’infinito.

Un cane, e non ci stancheremo mai di ribadirlo, ha bisogno di regole, poche ma ferree, e quotidiane.

Solo così voi vi guadagnerete la sua stima di capobranco, la sua fiducia e soprattutto il suo rispetto.

E in ogni caso, quando si lamenta, fate anche un giro per vedere che la ciotola dell’acqua fresca sia piena, che la sua pallina o i suoi giochi non siano finiti sotto a un mobile, insomma, siate obiettivi!

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