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Attenti al cane… ma anche al bambino

Attenti al cane… ma anche al bambino

Bambini a cavalcioni su cani dallo sguardo paziente, cani strattonati da bambini che si divertono come non mai, e ancora: bambini che abbracciano cani che si leccano ossessivamente il naso, fino a bambini aggrediti da cani potenzialmente letali oppure da cani al di sopra di ogni sospetto.

Cosa c’è che non va in queste descrizioni?

No, non è il cane, e nemmeno il bambino che, come il cane, è solo una vittima di un comportamento incosciente e scellerato di due adulti: i genitori.

Quanti video e foto circolano con tanto di commenti del tipo checcariniii, amoriii, i due cucciolotti di casaaaa, e via dicendo, alimentando quindi ancora di più un comportamento totalmente privo di intelligenza?

Una volta per tutte (ma evidentemente non basta): un cane non è un giocattolo e un bambino non può pagare a caro prezzo (spesso carissimo) l’ignoranza dei propri genitori.

Cosa accade quando il cane, dopo aver sopportato l’infante, raggiunge il punto x, quello da cui non si torna indietro? Accade la tragedia, l’attacco, a volte drammaticamente l’uccisione, accompagnata dalla tipica frase: il cane è impazzito, oppure, del resto la sua razza non mente, etc.

Nove volte su dieci la verità è un’altra e molto più banale (e purtroppo prevedibile): il cane ha attaccato perché non ha più sopportato oltre che un bambino gli tirasse la coda o le orecchie, che lo cavalcasse brutalmente facendogli pure male o che gli lanciasse addosso giocattoli o sassi.

Quello del genitore che si fida ciecamente di lasciare i propri pargoli con il cane di famiglia, è un cliché duro a morire e che viene tenacemente difeso con motivazioni del tipo: ah ma il cane lo abbiamo da anni e non ha mai mostrato aggressività (l’avete mai provocato?), ah ma il cane si diverte, guarda nel video come sorride (intanto invece di filmare, prestate attenzione al linguaggio del vostro cane che con quel sorriso, come lo chiamate, sta semplicemente esprimendo tensione e fastidio, digrignando per l’appunto le fauci), ah ma il cane è grande e grosso ma è buonissimo (ottimo, cane grande, grande bocca, grandi denti, grandi danni).

Un bambino può crescere davvero con un cane, ma solo se ci sono genitori o adulti che lo educano al rispetto (un cane non si cavalca, né si strattona e nemmeno si prende a pugni anche solo per gioco), e che si preoccupano di avere un minimo di conoscenza del linguaggio mimico del cane (rotea gli occhi? Sbuffa? digrigna? Si lecca ripetutamente le labbra? ecco, aspettatevi una brutta reazione, vi sta dicendo che ne ha le scatole piene).

Anche il cane più mite e paziente, quando non ne può più, potrebbe dare un morsetto di avvertimento che, sulla faccia di un bambino, si trasforma in un biglietto per la maxillo facciale (e in spavento, lacrime e sicuramente azioni punitive per l’innocente quadrupede).

Siamo solo noi adulti a essere responsabili di quello che accade tra un bambino e un cane, non dimentichiamolo e diamoci un taglio con il diffondere immagini molto eloquenti di disagio canino che vengono però accolte dai più con cuoricini, like e tanto ammore.

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