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Quando se ne vanno...

Quando se ne vanno...

La perdita di un animale domestico è sempre dura da accettare e ci fa riflettere sul fatto che l’arco di vita di un cane o di un gatto è sempre troppo breve se paragonato a quello di un uomo.

Prima o poi ci si trova quindi ad affrontare un lutto molto doloroso e una mancanza devastante: un cane o un gatto fanno parte della nostra quotidianità e della nostra vita, rappresentano un tassello emozionale fondamentale nella nostra costellazione di affetti e non è un caso che la rielaborazione della perdita sia difficoltosa, al pari di quella per un familiare umano.

Molti psicologi hanno affrontato le conseguenze di questi eventi, giungendo alla conclusione che si tratta di un lutto a tutti gli effetti, a dispetto di coloro che tendono a minimizzare la cosa, e che dolore e disperazione possono anche perdurare per tanto tempo.

Un cane o un gatto possono andarsene per i motivi più disparati, un po’ come accade a noi umani, e spesso non siamo pronti, soprattutto se si tratta di un evento improvviso, come un incidente o una terrificante scomparsa; le cose si complicano del resto anche in caso di una eutanasia forzata a causa di una malattia, e al dolore della perdita si aggiunge lo stress delle cure e della decisione di porre fine alle sofferenze.

A soffrire possono essere anche gli altri animali di casa, mostrando segni di inquietudine, inappetenza, depressione, inattività: questo è ancora più straziante, perché ci riporta sempre a chi se n’è andato.

Non esiste una regola per risollevarsi da dolori di questo tipo, ognuno reagisce a modo suo: c’è chi si aggrappa all’animale rimasto, chi adotta immediatamente un altro cane o gatto o chi invece giura di non voler più soffrire così tanto (ma poi ci ricade, e riapre le porte a un nuovo peloso).

L’importante è vivere ogni sentimento senza reprimerlo, già questo è una parte fondamentale della rielaborazione del lutto, e di ricordare lui o lei ogni giorno, per farlo vivere per sempre nel nostro cuore.

Ricordiamoci che scambiamo con queste creature tanto amore e tanta felicità, e quella vita così perfetta, anche se breve, li ha resi pelosi fortunati.

Esiste un dopo? Anche per questo ognuno la pensa come vuole: il ponte dell’arcobaleno, la reincarnazione e perfino un luogo meraviglioso dove, alla nostra morte, saranno lì ad accoglierci, scodinzolando o facendo le fusa, portandoci la pallina per giocare o strofinandosi sulle nostre gambe. Un luogo dal tempo immobile, eterno, dove ritrovarsi di nuovo.


Dedicato a tutti coloro che piangono un amico che non c’è più.

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