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Amazon: l'invenduto viene distrutto

130mila articoli a settimana vengono portati in discarica

Amazon: l'invenduto viene distrutto

L'invenduto? Per lo più distrutto, senza nemmeno essere aperto o utilizzato.

A documentare questa notizia shock ci sarebbero anche le immagini piuttosto eloquenti di un filmato che mostra l’incredibile quantità di prodotti provenienti da uno solo dei 24 centri di distribuzione Amazon in Inghilterra.

Gli articoli spesso nuovi, inutilizzati perché invenduti, verrebbero etichettati come “da distruggere” e includerebbero droni, asciugacapelli, cuffie audio di elevata qualità, ma anche libri, aspirapolvere, MacBook e iPad.

Un ex dipendente intervistato da ITV News, l'emittente che ha condotto l’indagine scoop, nel filmato afferma, in maniera anonima, di aver ricevuto direttive per distruggere in media 130mila articoli a settimana.

Nel 50% dei casi questi articoli non sono stati nemmeno aperti, mentre per il restante 50% si tratta di resi in buone condizioni.

Qualcuno afferma che l’invenduto potrebbe essere tranquillamente ridistribuito in beneficienza anziché essere destinato alla zona di distruzione, ma Amazon avrebbe risposto al servizio smentendo tutta la vicenda.

Secondo il colosso dell’e-commerce infatti meno dell’1% dei prodotti invenduti viene destinato al recupero energetico, per ovviare al problema dei rifiuti non riciclabili.

Documenti trapelati dal magazzino di Dunfermline mostrerebbero invece cose ben diverse, con punte settimanali di 200mila articoli etichettati come da eliminare.

Il motivo?

Molti venditori di tutto il mondo scelgono di inviare una quantità di materiale negli hub di Amazon, che provvede direttamente a spedire una volta che è stato effettuato un ordine. Più a lungo le merci rimangono invendute, più i costi di magazzino lievitano: ecco perché alla fine, secondo l’inchiesta, per molte imprese risulterebbe più economico procedere allo smaltimento.

Quello che fa Amazon di fatto non è illegale ma il governo inglese vorrebbe approfondire la questione, anche perché a novembre, nei pressi di uno dei magazzini coinvolti nell'indagine, verrà ospitata la più grande conferenza mondiale sul clima, ed è scioccante, oltre che anacronistico, assistere a uno spreco di questa entità.

La risposta di Amazon? Il colosso ha confermato l’impegno profuso per raggiungere l’obiettivo di zero smaltimento a favore di donazioni o riciclo.

Ma ancora evidentemente questo goal è ancora lontano.

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