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Nel 2050 rischiamo l'estinzione

Nel 2050 rischiamo l'estinzione

La bozza del rapporto del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell’Onu (IPCC) e già in precedenza l’analisi dei ricercatori del National Center for Climate Restoration australiano, delineano uno scenario da incubo per l’umanità del 2050, quando cioè il riscaldamento globale supererà i 3 gradi centigradi, innescando irreversibili alterazioni dell’ecosistema globale che porteranno a fatali carestie.

Circa 420 milioni di persone dovranno affrontare temperature estreme e 80 milioni potrebbero essere minacciate dalla fame.

Se oggi ci lamentiamo di clima impazzito e di situazioni di disagio, nel 2050 l’umanità dovrà fare i conti con carenza d’acqua, malnutrizione, esodo, fino all’estinzione della specie.

Le emissioni di anidride carbonica raggiungeranno livelli mai visti ma sarà davvero troppo tardi per poter intervenire: insomma, saremo sull’orlo di una crisi sistemica molto grave.

Nel corso dei prossimi 30 anni raggiungeremo gradualmente delle soglie di non ritorno climatiche come la distruzione delle calotte polari e l’innalzamento del livello del mare, che autoalimenteranno il riscaldamento globale rendendo assolutamente inutile ogni intervento dell’uomo.

Scenario distopico?

Purtroppo no, previsioni invece molto realistiche che preannunciano una vita sulla Terra molto ostile e difficile, con un rischio del 5% di estinzione dell’essere umano.

E se vi sembra poco il 5%, provate a sopravvivere in una civiltà al collasso.

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