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Povera Sardegna...

Povera Sardegna...

Ettari ed ettari in fumo, secoli di storia ambientale e paesaggistica cancellati per sempre, come l’Olivastro millenario di Sa Tanca Manna (simbolo di Cuglieri, una delle province più colpite), pecore e cavalli periti tragicamente, pascoli, ulivi, capannoni, fienili e mezzi agricoli finiti nel vento, e roghi ancora attivi che i Vigili del Fuoco stanno cercando di domare: ore drammatiche, quelle che il territorio di Oristano sta vivendo, in quello che è già stato definito un dramma di proporzioni enormi.

Al momento non è ancora possibile fare una stima esatta dei danni, avrebbe dichiarato il presidente della regione Christian Solinas, aggiungendo che 1500 persone sono già state sfollate e oltre 20mila ettari di territorio sono stati divorati dalle fiamme.

Nel tentativo di limitare i danni, dieci squadre a terra dei vigili del fuoco e 5 canadair, oltre a due velivoli inviati dalla Francia e altri due dalla Grecia: ma ancora non basta per arginare i roghi attivi da oltre 60 ore.

Solinas ha già annunciato che verrà destinata una quota del PNRR a un grande progetto di riforestazione, precisando che serviranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi e la macchia mediterranea andati perduti.

La comunità sarda si è subito attivata, chi mettendo a disposizione camere d’albergo gratuitamente per i soccorritori o per coloro che sono stati sfollati, chi inviando viveri e chi istituendo raccolte fondi.

Simbolo indiscusso della tempra di questa terra meravigliosa, lui, un cane pastore che è rimasto fermo davanti al muretto per difendere le sue pecore, a dispetto di fumo e fuoco.

Ferito, con ustioni alle zampe, ai polpastrelli e al muso, il cane si salverà, ma è stato portato via a forza dal rogo che stava devastando il suo pascolo.

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