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Amazon, cronometrati i dipendenti in bagno

Amazon, cronometrati i dipendenti in bagno

A denunciare il fatto è la FILT CGIL Torino e Piemonte, che in una nota hanno interpellato l’ispettorato del lavoro circa la situazione che i dipendenti Amazon stanno vivendo: pare infatti che essi non solo siano cronometrati in bagno, ma che vengano  puniti se i tempi non sono conformi all’algoritmo.

A suscitare scalpore il caso di una lavoratrice addetta alla spedizione dei pacchi nel sito Amazon di Torrazza Piemonte, nell’hinterland di Torino; la donna, a gennaio, è stata sanzionata per aver abbandonato la propria postazione di lavoro all’1,15 di notte, senza avvisare i responsabili, e rimanendo a parlare con una collega una volta uscita dalla toilette.

L’ispettorato del lavoro ha in seguito dato ragione alla dipendente, soprattutto dopo che la stessa Amazon, attraverso suoi rappresentanti, ha ridimensionati i fatti.

Dai 20 minuti si è passati a una pausa durata non più di 15, che secondo la stessa lavoratrice sarebbe stata in realtà non più di 10 minuti.

Durante la conciliazione Amazon ha precisato che non sono previsti tempi massimi per andare in bagno, ma che la dipendente non avrebbe avvisato i suoi responsabili, con potenziali gravi conseguenze sulla sicurezza.

La multinazionale ha poi sottolineato che le condizioni di lavoro delle persone impiegate non solo rispettano il contratto nazionale, ma che con 1500 dipendenti è essenziale che tutti seguano delle procedure, al fine di garantire la sicurezza in caso di emergenza.

Come staranno realmente le cose?

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