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Gatti: convivenze difficili ma non impossibili

Gatti: convivenze difficili ma non impossibili

Dai cartoni animati ai fumetti, passando per racconti e film, il gatto è sempre stato dipinto come l’acerrimo nemico di pesci rossi, cani, conigli e topolini.

In effetti il gatto è un predatore, in natura si mangerebbe volentieri un pesce o un topo e si befferebbe del cane, ma i casi in cui egli riesca a convivere (e anche piacevolmente) con altri animali domestici sono davvero tanti.

Il segreto?

Questione di fortuna (c’è carattere e carattere), abitudine (ci sono gatti che dormono con il “loro” cane ma che caverebbero gli occhi a tutti gli altri) e intervento umano (che seppur in piccola parte, non guasta mai).

Partiamo dal cliché gatto/cane: quando un cucciolo di cane viene introdotto in una casa dove già esiste un gatto, è molto probabile che, dopo i primi giorni di osservazione e forse un po’ di perplessità da parte di quest’ultimo, i due comincino a dormire insieme, ad annusarsi, a giocare, fino ad arrivare alle passeggiate (umano+cane al guinzaglio e gatto che segue fingendo disinteresse).

Viceversa, se si introduce un cucciolo di gatto e il cane è già presente, occorre prestare un po’ di attenzione (il cane tende a essere molto più impaziente del gatto), ma anche in questo caso è possibile instaurare un’amicizia destinata a durare per sempre.

Gatto/pesce rosso (o acquario): il micio in questione sarà sicuramente attratto, passerà giornate intere a osservare quell’essere senza pelo e zampe che scivola nella scatola di vetro, e prima o poi sferrerà un agguato.

Poiché il rischio maggiore è che il gatto faccia rovesciare l’acquario, piccolo o grande che sia, si consiglia di dotare quest’ultimo di un coperchio (per evitare che il micio ci finisca dentro o che raggiunga a zampate il pesce) e di sistemarlo in ogni caso in una zona dove non possa rovinare a terra.

Dopo un certo periodo di tempo il gatto si sarà abituato alla vista del pesciolino e sarà innocuo.

E l’uccellino? Qui saliamo di grado di difficoltà, per il gatto l’uccello in gabbia è particolarmente attraente, anche solo come gioco. Ma non solo: il povero canarino potrebbe stressarsi a tal punto da perire. Questo tipo di convivenza non è ovviamente impossibile (occorre dedicare tempo per sorvegliare la situazione e trovare escamotage per mantenere al sicuro entrambi), ma è decisamente più difficile.

Tutti i roditori (criceti, topolini da compagnia e conigli) sono nella cosiddetta zona rossa: per loro il gatto difficilmente è disposto a chiudere un occhio e mettere da parte l’istinto predatorio.

Detto questo, non sono poi così esigui i casi di gatti che dormono insieme ai conigli, ma il consiglio è, onde evitare spiacevoli sorprese, di non lasciare un roditore e un gatto nella stessa stanza da soli (ma anche in vostra presenza!).

E la pacifica tartaruga? Con lei il gatto ci va a nozze: sicuramente sarà incuriosito, ma la lascerà tendenzialmente in pace.

Insomma, diventare amici è difficile, ma una volta che lo si è diventati, è per sempre.

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