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Mi porto il peloso in ufficio, perché no?

Mi porto il peloso in ufficio, perché no?

Che ci crediate oppure no, la soddisfazione dei lavoratori che portano in ufficio il proprio peloso aumenta del 22%, stando ai risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Lincoln, in Gran Bretagna, che ha dimostrato come i benefici della scelta di un’azienda di diventare pet friendly siano assolutamente concreti ed evidenti.

E sfatando l’idea che un micio o un cane possano rubare attenzione alle mansioni lavorative, lo studio ha evidenziato che la concentrazione non solo rimane, ma aumenta del 34%!

Insomma, micio o cane in ufficio sono un toccasana per tutti e un incentivo a recarsi al lavoro con il sorriso sulla faccia; lo stesso peloso, coinvolto nella routine quotidiana del proprio umano e quindi non lasciato a casa da solo ad annoiarsi o a poltrire, risulta meno stressato e più propenso alla socializzazione.

Clima più disteso, riduzione dei momenti di tensione, e minor preoccupazione da parte dell’umano, sono gli aspetti che molte realtà anche italiane hanno seriamente valutato per aumentare la produttività: potreste stupirvi venendo a conoscenza che attualmente in Italia vi sono già tanti ambienti di lavoro pet friendly che vanno dal privato al pubblico, come softwarehouse, comuni, banche e persino aziende sanitarie.

A migliorare è anche l’immagine dell’azienda che, abbracciando una nuova filosofia lavorativa, spinge molte altre realtà a imitarla.

Del resto provate a pensarci: uscire di casa di corsa, con il pensiero di uno o più pelosi chiusi tra le mura domestiche e rientrare dopo 8-9 ore (bene che vada), per dedicarsi almeno per un’ora a passeggiate e giochi, è un modo di vivere il propio animale molto limitato.

Diversamente, con una buona organizzazione ed educazione, uscire portandosi il proprio micio o il proprio cane fa sentire meglio, la giornata trascorre più velocemente e senza ansie, e i nostri amici a quattro zampe possono godere sempre della nostra vicinanza, riducendo paure e, soprattutto, dispetti.

Quanti sono rientrati infatti alla sera trovando il finimondo?

In quel caso quello che il gatto o il cane hanno voluto comunicarci è: noia, risentimento per essere rimasti chiusi per ore e ore e bisogno di sfogare le energie.

Anche le pause pranzo diventano un modo per svagarsi: un panino veloce durante una passeggiata o meglio ancora in giardino aziendale a vedere scorrazzare il peloso, fa rientrare agli impegni quotidiani con una marcia in più.

Alla base di una sana convivenza, c’è ovviamente una serie di regole chiare da far rispettare a tutti: educazione, vaccini e igiene.

E si è tutti più contenti.

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