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Quando il gatto sale sulla bilancia

Quando il gatto sale sulla bilancia

Non c’è nulla da fare: oggi i mici domestici sono iper viziati e, come gli umani, tendono al sovrappeso.

Se una volta al gatto di casa si riservavano gli scarti della cucina e un giro in soffitta a cacciar topi indesiderati, ora tra pranzetti succulenti, crocchette ai mille gusti più uno e premietti a ogni ora del giorno, la silhouette del peloso è perennemente minacciata.

Ogni gatto ha un peso ideale in base a dimensioni, età, eventuale razza e attività fisica: non si tratta di una pura questione estetica (che poi a molti il gatto ciccione fa pure ridere), bensì di benessere.

Secondo le stime delle associazioni dei veterinari, 1 gatto su 3 è in sovrappeso, vale a dire a rischio di sviluppare gravi condizioni di salute come diabete, artrosi, calcoli urinari, malattie cardiache, difficoltà respiratorie, cancro alla vescica e perfino depressione.

Se una mattina ci svegliamo e improvvisamente notiamo il micio con una linea appesantita, occorre innanzitutto capire perché è ingrassato.

Oltre al troppo cibo e alla mancanza di movimento (un gatto che vive in appartamento ovviamente avrà meno possibilità di correre rispetto a quello che abita in campagna), esistono altre ragioni per cui il micio lievita.

L’età ad esempio è un fattore primario, visto che i pelosi anziani si muovono meno e tendono a ingrassare, ma anche la razza influisce: i meticci sono insospettatamente inclini all’aumento di peso, così come le femmine, soprattutto se sterilizzate (meno movimento, meno stress, stile di vita più sedentario).

L’alimentazione ovviamente deve essere in ogni caso selezionata con attenzione: oltre a evitare di lasciare una ciotola sempre piena di crocchette (insomma, il gatto con più ne ha e con più ne mangia), scegliete prodotti di qualità, evitando quelli troppo commerciali che sono spesso ricchi di sale e grassi e che spingono il peloso a rimpinzarsi.

Ma come accorgersi che un gatto sta ingrassando?

Se il cane può salire sulla bilancia senza grossi problemi, il gatto, è risaputo, potrebbe avere reazioni sconsiderate (salvo poi salirci con nonchalance in vostra assenza).

Allora che fare? Toccatelo, accarezzatelo e verificate se per trovare le sue costole dovete superare strati di grasso o addirittura non riuscite ad arrivarci.

Ma anche se vi accorgete che è più lento del solito, che dorme più ore, che cammina con difficoltà ed è spesso di cattivo umore, è ora di intervenire!

Agite su alimentazione (cosa semplice) e ginnastica (un gatto in palestra??).

Mettetegli a disposizione giochi nuovi per spronarlo a muoversi, usate una torcia a luce bianca sulle pareti per spingerlo a rincorrerla e a saltare e alimentatelo a orari regolari, senza lasciargli a disposizione tutto il giorno una ciotola piena.

Insomma, metterlo in riga significa salvargli la vita (e riflettere anche sulle vostre abitudini alimentari: vi siete pesati ultimamente?).

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