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Le spiagge italiane invase dalla plastica

Le spiagge italiane invase dalla plastica

Studio shock di Legambiente sulle nostre spiagge, che risultano letteralmente invase dalla plastica e, tra i rifiuti di vario tipo, spuntano anche guanti e mascherine usate: il Covid, è il caso di dirlo, ha peggiorato una già pessima abitudine, quella di buttare nell’ambiente ogni tipo di rifiuto.

L’indagine Beach Litter 2021 realizzata dai circoli locali di Legambiente, prendendo in esame un totale di 47 spiagge in 13 regioni, ha scoperto che la plastica rappresenta l’84% dei rifiuti che invadono la sabbia, seguita da vetro e ceramica per un 4,5%, metallo per un 3,2%, da carta e cartone per 2,9%, gomma e tessili per 1,4% e legno trattato o lavorato per 1,3%.

Vi è poi un 1% che è dato da materiali legati alla recente pandemia, bioplastiche, oggetti in materiali misti, rifiuti da cibo e prodotti chimico/sintetici.

E a proposito di pandemia, lo studio evidenzia che nel 72% delle coste italiane, sono stati trovati guanti e mascherine usa e getta.

Ma è soprattutto la plastica a preoccupare e che, come ben sappiamo, oltre a non decomporsi, diventa spesso cibo per i pesci che finiscono sulle nostre tavole.

L’italiano medio, dal quadro che emerge dal report di Legambiente, è ancora quello che butta le bottiglie di plastica in mare, i mozziconi di sigarette in spiaggia insieme ai Cotton fioc, e che lascia piatti e bicchieri da picnic sulla sabbia una volta consumati i pasti.

Elevate anche le percentuali dei materiali da costruzione e demolizione come calcinacci, mattonelle, tubi di silicone, sanitari e materiali isolanti.

Insomma: siamo ancora lontani da una sana e civile educazione ambientale.

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