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L'invasione degli spazzolini da denti

L'invasione degli spazzolini da denti

Sapete che lo spazzolino da denti è uno dei prodotti in plastica più consumati al mondo?

E che è anche uno tra gli oggetti più resistenti alla decomposizione? 

Secondo il National Geographic negli USA si getterebbero ogni anno qualcosa come un miliardo di spazzolini da denti, ovvero una striscia di plastica così lunga da poter fare il giro intorno alla Terra per 4 volte.

Lo spazzolino da denti impiega circa 500 anni per decomporsi completamente, non è possibile riciclarlo a causa del mix di plastiche che lo compongono, e va ad aumentare, insieme ai tubetti di dentifricio, l’enorme isola di rifiuti grande come la Francia, che vaga per l’Oceano Pacifico.

Costituita da piccolissimi frammenti di plastica, risulta difficile vederla a occhio nudo, mentre gli isolotti che sono formati da plastiche più giovani, sono ben visibili (così come i rifiuti che li compongono, tra cui, per l’appunto, gli spazzolini da denti buttati).

Il problema dell’inquinamento da plastica è oggi più che mai urgente e sono molte le aziende di tutto il mondo che studiano alternative per la realizzazione di oggetti di uso comune che, una volta terminato il loro ciclo di utilizzo, si trasformano in altro o vengono riciclati e riutilizzati.

Le alternative sono diverse e non ci sono più scuse per nessuno: spazzolini in bambù con setole dello stesso materiale, dentifrici solidi confezionati in imballi sostenibili o dentifrici in pasta nel packaging di vetro, colluttori solidi o in bottigliette di vetro, fili interdentali sostenibili, insomma ce n’è per tutti i gusti.

E la nostra igiene orale ringrazia, insieme all’ambiente.

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