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Canone Rai anche per cellulari e tablet?

Canone Rai anche per cellulari e tablet?

Pare che l’attuale canone Rai introdotto da tempo in bolletta e responsabile della riduzione dell’evasione fiscale dal 27% al 3%, sia risultato insufficiente a far quadrare i conti della tv di Stato.

Ed è per questo che sarebbe nata la proposta di chiedere il canone anche a coloro che utilizzerebbero lo smartphone o il tablet per guardare la tv, dopo che l’ad Carlo Fuortes si sarebbe lamentato delle risorse inadeguate, presentando il problema in commissione di Vigilanza.

In buona sostanza Fuortes avrebbe affermato che solo l’86% di quello che i contribuenti versano per il canone finirebbe nelle casse della tv di Stato.

Nel complesso la proposta presentata da Fuortes vedrebbe il taglio della tassa di concessione e l'estensione del canone a tutti i dispositivi elettronici, l'aumento dell’importo del canone adeguandolo agli standard europei (in Italia si pagano 90 euro contro i 200 della Germania, i 300 dell’Austria e i 312 della Svizzera) e la concessione alla Rai di accedere ai fondi per l’editoria.

Immediata la reazione della Federazione Italiana Editori e Giornali, che ha fatto notare a Fuortes che in Italia i fondi dell’editoria ammontano a 110milioni di euro circa all’anno e che la Rai prenderebbe 1,7 miliardi di euro l’anno: come dire, qualsiasi altro player nell’editoria se le sognerebbe queste cifre!

Di contro il premier Draghi avrebbe già espresso la volontà di eliminare il canone dalle bollette degli italiani, in virtù del rialzo di luce e gas (questo ovviamente non significherebbe consentire agli utenti di non pagarlo, ma semplicemente di evitare il carico in bolletta).

Più pragmatico Nicola Sinisi, ex direttore canone e beni artistici della tv pubblica, che nell’audizione in Vigilanza dello scorso 22 giugno ha affermato che i soldi del canone restano bloccati nelle casse delle società elettriche (che ovviamente guadagnano sugli interessi), ed è proprio lì che la Rai dovrebbe guardare.

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