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Questione di… coda!

Questione di… coda!

A ricciolo, a sciabola, corta e buffa, la coda del cane pare avere vita propria, quando in realtà ne è la sua naturale prosecuzione.

A dircelo sono gli anni di studi sul comportamento del cane, che una volta per tutte chiariscono che la comune interpretazione di una scodinzolata con un atteggiamento felice e amichevole è assolutamente errata.

Il peloso, con la sua coda, ci parla e ci comunica il suo stato d’animo: se è vero che in alcuni casi la felicità è espressa dall’agitare la coda più o meno velocemente, in altri questo comportamento è indice di paura, insicurezza, sfida sociale o addirittura una sorta di “altolà, chi va là!”.

Insomma, la coda è quanto di più simile alla nostra mimica facciale e più in particolare a un sorriso: non esistono forse i sorrisi aperti, tirati, quelli di circostanza, di saluto o semplicemente di facciata? Ecco, una coda è bene o male l’equivalente di un nostro sorriso.

Innanzitutto è bene precisare che un cane non scodinzola senza un motivo: basta un altro simile, un gatto, un cavallo, un umano o una foglia trasportata dal vento vista come qualcosa di vivo, che la coda entra in azione.

Ma se il peloso è da solo e non ha motivo, la coda è ferma: del resto, voi parlate con i muri?

Fino ad ora gli studiosi si sono concentrati sul tipo di movimento della coda e sulla sua posizione; il movimento è un aspetto molto importante della comunicazione, visto che gli occhi dei cani sono molto più sensibili a tutto ciò che si muove rispetto a dettagli e colori.

Una coda che improvvisamente scodinzola è immediatamente visibile da altri cani o animali e l’evoluzione ha reso le code in generale più individuabili, con sfumature di colore e tipologia di pelo diverso.

La posizione della coda, ovvero l’altezza a cui viene mantenuta, viene chiamato il metro emozionale: coda portata a media altezza? Il cane è rilassato, tranquillo. In posizione perfettamente orizzontale indica invece attenzione: il peloso è vigile.

Più la coda si sposta in alto e più la faccenda si fa interessante: il peloso avverte minaccia e posizionando la propria coda il più verticale possibile, ci dice che lui è il capo, di andarsene, di tornare indietro o, diversamente, si scatena la viuulenza!

All’opposto, una coda che tende a scendere sempre più in basso è indice di sottomissione, fino a diventare segnale di preoccupazione, dolore e, infilata tra le zampe e fatta aderire alla pancia, paura o terrore puro.

Ovviamente come per una lingua esistono tanti dialetti, anche per il linguaggio della coda esistono sfumature diverse: alcune razze portano la coda a diverse altezze, come i Beagle che ce l’hanno verticale, o i Terrier, generalmente basse; qui il buon senso dice di osservare come normalmente sta la coda in situazione di relax e regolarsi di conseguenza nelle varie escalation.

Un movimento rapidissimo, fino a sfociare alla cosiddetta coda a elica, indica serena eccitazione e l’ampiezza di ogni colpo di coda ci dice se quell’eccitazione è negativa o positiva.

Una leggera scossa con oscillazioni di piccola larghezza, stanno per un ciao o un sono qui, come va?

Una più vigorosa e più ampia scodinzolata significa invece sono contento oppure tranquillo, non ti sto sfidando: questo è l’atteggiamento che meglio esprime la felicità del cane.

Ma se il peloso inizia a scodinzolare con la coda a mezz’asta lentamente, occhi aperti: può sentirsi minacciato o in procinto di dire la sua circa la dominanza.

Coda che vibra ad altissima velocità? In questo caso il cane sta giocando, saltando o preparandosi ad attaccare, anche solo per gioco.

Infine una super scoperta: scodinzolare portando la coda più a destra o più a sinistra ha un significato ben preciso.

Giorgio Vallortigara, neuroscienziato dell’Università di Trieste, insieme ai due veterinari Angelo Quaranta e Marcello Siniscalchi dell’Università di Bari, hanno scoperto che se il cane è d’accordo circa una situazione, la sua coda scodinzola preferibilmente sul lato destro, diversamente se ha sentimenti negativi e di discordanza, sul lato sinistro.

Ma attenzione a non confondervi! Il lato destro è quello del cane guardandolo da dietro, come se si stesse alle sue spalle fissando ciò che fissa lui; quindi se il cane è davanti a noi, tracciando una linea immaginaria lungo la parte centrale della sua schiena, il segnale positivo destro a noi appare a sinistra!

Perché, alla fine, si fa presto a dire coda, se non se ne ha una!

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