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Quando scappa troppo

Quando scappa troppo

Si impiegano di media dai 2 ai 12 mesi (a volte anche di più) per insegnare al cucciolo di cane di fare la pipì fuori di casa, ma basta un attimo per tornare da capo, con pozzanghere sgradite sul pavimento in cucina o in camera da letto, sul tappeto in soggiorno o, ancora peggio, sul divano.

Se il fenomeno è isolato, che nessuno apra bocca (può succedere a tutti di farsela addosso!) ma se la cosa persiste e se soprattutto notiamo un aumento della frequenza della minzione, accompagnata da un aumento del bere, ecco che deve scattare un campanello di allarme.

Molti veterinari si trovano a dover intervenire in situazioni in cui il peloso non solo beve di più di prima, ma fa la pipì più frequentemente e soprattutto tra le mura domestiche.

E correlare i due eventi (bere e urinare) non è così semplice come possa sembrare: se può apparire normale che un cane, bevendo di più, faccia più pipì, è insolito pensare invece che possa soffrire semplicemente di incontinenza, o sia spaventato per qualcosa o che addirittura abbia una patologia che lo porti a disidratarsi (il fare tanta pipì lo disidrata a tal punto che è costretto a bere di più, scatenando così un meccanismo infinito).

Prima di allarmarsi inutilmente, il consiglio è quello di consultare il veterinario, riportando in maniera lucida e dettagliata eventuali cambiamenti dell’ultimo periodo: il cane ha subito uno stress particolare? Lascia gocce di pipì anche di notte, in giro per casa? La ciotola dell’acqua è spesso vuota? Sta assumendo farmaci o avete cambiato le crocchette?

Insomma, i fattori scatenanti possono essere molteplici e per capire esattamente dove andare a indagare, è fondamentale descrivere una giornata tipo del peloso e i suoi comportamenti.

L’eccesso di pipì può essere legato ad esempio al diabete (ebbene sì, anche i cani ne possono soffrire), oppure a infezioni della vescica (la dolorosa cistite) o a insufficienza renale o, banalmente, a mutate condizioni climatiche (il troppo caldo fa bere di più e quindi fa fare più pipì, mentre il troppo freddo stimola la pipì, causando di conseguenza un necessario aumento dell’idratazione).

Da non dimenticare altri fattori importanti: la razza del cane (ad esempio il setter è più portato a sviluppare il diabete, mentre il boxer la sindrome di Cushing, legata a squilibri del cortisolo), la sua età (i cani anziani possono soffrire di insufficienza renale, così come i cuccioli sono più esposti a eventuali infezioni) e il sesso (le femmine non sterilizzate possono soffrire di piometra).

Il veterinario, sulla base delle vostre osservazioni, potrà così procedere con analisi del sangue e delle urine, per poi andare a indagare, in base ai risultati, nelle diverse aree coinvolte.

Infine un consiglio prezioso: se il vostro peloso improvvisamente ritorna, come da cucciolo, a fare pipì un po’ ovunque, non arrabbiatevi con lui, bensì cercate di capire piuttosto cosa si nasconde dietro a questo problema!

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